Venerabile P. Elia da Gesù e Maria

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A Marsala, quasi 300 anni fa, nel convento dell’Itria la domenica del 2 febbraio 1710 moriva santamente il Venerabile P. Elia, che tra i 110 Agostiniani scalzi marsalesi si e distinto di piu nella santita e dottrina. Egli nacque a Marsala il 22-10-1631 da Lorenzo e Francesca Di Dia e fu battezzato lo stesso giorno nella Chiesa Madre da Don Vito Scalabrino col nome Francesco Paolo. Senti la vocazione al sacerdozio, che ricevette il 7-6-1659 dal Vescovo di Mazara Mons. Giovanni Lozano. Quattro anni dopo, nel 1663, volle abbracciare la vita religiosa, che e di maggiore perfezione. Scelse gli Agostiniani Scalzi, perche rimase edificato dalla modestia che tenevano i novizi nella processione del Corpus Domini.

Vesti l’abito religioso il 30 novembre 1663 alle ore 23,30 a Palermo nel convento di S. Gregorio Papa: Entrai dunque nel Noviziato con molto mio contento, e sodo proponimento di vivere totaliter distaccato dal mondo, ed essere totaliter di Dio.passai tutto I’anno del Noviziato con grande devozione, fervore e lagrime; massime nelle meditazioni della Passione di Cristo (P. Elia da Gesu e Maria, L’anima mia magnifica il Signore – Relazione di alcune grazie straordinarie, Roma, 1978, pp. 1-2). Si consacro al Signore emettendo i voti di poverta, castita, ubbidienza e umilta ll 30-11-1664.

Era molto preparato nelle scienze umane e sacre e fu assegnato come professore di filosofia e teologia nei conventi di Palermo e Trapani, dove fu anche maestro dei chierici. Nel 1677, in occasione del Capitolo Generale a Roma, fu scelto per difendere le tesi agostiniane sulla grazia. Lo fece cosi brillantemente che tutti si complimentarono con lui. Fu eccellente soprattutto nella scienza mistica ed ebbe fenomeni di identificazione con Dio e con Gesu Cristo. Inoltre vide la sua anima salire al cielo e ebbe l’identificazione della sua volonta con quella di Dio, tanto che non potevo piu dire (mentre durd questa grazia) nel Pater noster fiat voluntas tua (p. 9). Nel dicembre 1699 scrisse la Relazione di alcune grazie straordinarie con l’unico scopo di far conoscere quanto il Signore ha operato in lui . Nel maggio 1707 vi fece una piccola aggiunta. Il testo, che si conserva presso l’archivio di stato di Palermo, fu poi copiato fedelmente dal confratello marsalese P. Lorenzo Pace di S. Anna nel febbraio 1778, quando era maestro dei novizi a Marsala (TP). Fu dato alle stampe nel 1906 a Mazara del Vallo dal confratello P. Stanislao da S. Lorenzo, che nella presentazione aggiunge: Scritta da lui per ordine di Dio e del suo Padre Spirituale, consegnata segretamente e confidata al suo confessore, e doppo la morte del medesimo Padre manifestata (secondo l ’ordine dato da lui) dal suo attuale confessore per gloria di Dio ed onore del suo devoto servo. Infine P. Ignazio Barbagallo nel 1978 l’ha ripresentato col titolo L’anima mia magnifica il Signore – Relazione di alcune grazie straordinarie.

P. Elia fu due volte Priore di Marsala, Definitore Generale e tre volte Provinciale della Provincia Palermitana, che allora contava piu di duecento religiosi. Fu anche designato contro la sua volonta Vescovo di Mazara del Vallo. Fu devotissimo del SS. Crocifisso, che fu l’oggetto dei suoi pensieri e delle sue meditazioni, della SS. Eucaristia e della Madonna.

Dopo tre mesi confinato in un letto, dove stette sempre crocifisso rendeva la bella anima a Dio il 2-2-1710 alle ore 15 circa. Sabato 8 febbraio dello stesso anno e stato aperto il suo sepolcro avevamo ritrovato il corpo del nominato Padre – afferma Fra Alessandro di Gesu Vicario del Convento dell’Itria insieme ad altri sacerdoti – intatto, non solo senza macula, e reo di fetore, ma la sua carne ancora molle, bianca, palpabile, e le mani e corpo si portavano dove volevo.

S. Agostino dice che l’umilta e il fondamento della santita e P. Elia e stato umile, basta vedere la su dichiarazione preliminare: mi sono deciso finalmente a scriverle perche la mia anima non sia piu angustiata da scrupoli; e soprattutto perche in queste cose so di essere nulla, di non avere nulla e di non poter fare nulla, ne di meritare nulla senza di lui. Ne consegue percid in modo chiaro che alla mia persona non si deve attribuire nulla, ma si deve ritenere che tutto e totalmente e donato misericordiosamente da Dio.

In preparazione al 3° Centenario della santa morte (1710-2010) si sta facendo conoscere il Venerabile ai fedeli delle 20 parrocchie marsalesi.