Ven. Fra Guglielmo di S. Francesco e Fra Giulio dell’Immacolata

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Dei non meno di 345 Religiosi Agostiniani Scalzi, morti in concetto di santita, la maggior parte (254) sono vissuti nel 1600, quando l’Ordine degli Agostiniani Scalzi era agli inizi ed era forte la tensione verso la perfezione religiosa. Successivamente, sia per le poche notizie sia anche per il calo di tensione verso la santita, i religiosi distintisi in santita sono: 57 nel ‘700, 27 nel ‘800 e 6 nel ‘900. Di essi 209 sono sacerdoti, 24 chierici, 112 fratelli conversi. Della numerosa e santa schiera di fratelli laici – con a capo il Ven. Fra Santo – fanno parte i Ven. Fra Guglielmo di S. Francesco e Fra Giulio dell’Immacolata entrambi vissuto nel protocenobio di S. Maria della Verita (S. Agostino degli Scalzi) di Napoli.

Fra Guglielmo e uno dei pochi a vestire il nostro abito religioso alla veneranda eta di 77 anni. Certo c’e voluto coraggio ad iniziare una vita nuova a quell’eta. Ma sentiamo il racconto che ci fa P. Giambartolomeo nei Lustri Storiali L ’anno 1596, in Roma, nel convento di S. Paolo della Regola, si presentd un vecchio di 77 anni, sotto l’abito di oblato de monaci di S. Benedetto, Borgognone della terra di S. Giorgio, e supplicd con grande instanza, di essere vestito dell’abito nostro riformato, in qualita di converso. Lo ricevette il Vicario Generale P. Agostino Maria che lo trovo di grave aspetto, umile, divoto e tuttavia robusto. Lo vesti il 4 maggio 1596 col nome di Fra Guglielmo e l’anno seguente il 5 maggio fece la professione religiosa dei voti di poverta, castita e obbedienza. Il quarto voto dell’Umilta fu aggiunto quando P. Pietro della Madre di Dio, carmelitano scalzo, Sopraintendente apostolico della nostra Riforma, che oltre al voto di umilta aggiunse anche il cognome religioso di qualche santo. Cosi al nome di Fra Guglielmo fu aggiunto di S. Francesco. Ebbe l’incarico di cuciniere, che lo esercito con tale carita, e modestia che ne rimanevano tutti edificati. Parlava solo di cose spirituali e leggeva molti libri spirituali. Fu trasferito poi a Napoli nel convento di S. Maria della Verita, dove ebbe dal Superiore l’incarico di curare la sacrestia all’eta di cento anni ed ivi i fedeli lo tenevano per Santo. Desta stupore e meraviglia quanto ci narrano i Lustri Storiali Fu sempre assiduo all’orazione, pronto a gli atti comuni, e di grande astinenza… assegnato dal Superiore per aiuto dell’infermiere, serviva con carita grande gl’infermi… tutto faceva con allegrezza, e carita mirabile. Era il consolatore degli infermi afflitti narrando loro esempi di pazienza dei santi e a conformarsi nelle sofferenze alla volonta di Dio. Ebbe a cuore le anime del Purgatorio, poiche, morto a Napoli l’infermiere vidde l’anima sua tormentata nel Purgatorio, per haver servito con poca carita gli ammalati.

Ricco di anni si ammalo gravemente e, ricevuti i sacramenti, a 116 anni nel convento di S. Maria della Verita a Napoli moriva santamente il 9 marzo 1637. Portata la salma in chiesa vi si reco moltissima gente a vederlo. Fu esposto 21 giorni continui, spirando soave odore. Il Signore mostro la santita del suo servo con diversi miracoli, avvenuti per sua intercessione (cfr. Lustri Storiali, f.321). Il Venerabile P. Giovanni dell’Assunta ne scrisse la vita e racconta un episodio accaduto a Fra Guglielmo: Con il mulo da Napoli si recava in Calabria nel convento di S. Angelo in Fassanella. A Cava il mulo indomito gli diede due gagliardi calci nel ventre. I presenti pensavano che fosse quasi morto, ma lui rispose che non ho male alcuno, ne mi ha fatto danno. Poi disse a P. Giovanni Non sapete Padre, che io ho chi mi difende, che e Maria Vergine mia divota e Avvocata. Per perpetuarne la memoria, a Valverde (CT) P. Ignazio Barbagallo, nel 1958 ha ricevuto come oblato Pietro Vitale, originario di La Spezia, anche lui era entrato in convento anziano a 76 anni, a cui a posto il nome Fra Guglielmo di S. Francesco. che mori a Valverde (CT) il 22-12-1966 (cfr La Rosa di Valverde, 1967 n.1) .

Sempre a Napoli nella nostra chiesa di S. Maria della Verita (S. Agostino degli Scalzi) nella cappella laterale dell’altare maggiore vi e la tomba del Ven. Fra Giulio dell’Immacolata Concezione, vissuto e morto nello stesso convento. Le pochissime notizie le sappiamo dalla lapide, posta sulla tomba, vi e la seguente iscrizione: Hic iacet Servi Dei / F. Julii ab Immacolata Concepitone / laici professi / Augustinensi descalceati / qui obiit die XXI / mensis januarii / aetatis suae an. LXXIII // a mundo vero redempto / MDCCXCIX (Qui riposa il servo di Dio Fra Giulio dell’Immacolata Concezione, laico professo, Agostiniano Scalzo, che e morto il 21 gennaio all’eta di 73 anni del 1799). Cio nonostante vogliamo far conoscere questo confratello napoletano, fratello laico, morto in concetto di santita.