P. Mariano del SS. Sacramento

Anche per P. Mariano ci faremo aiutare da P. Benigno Catalano che visse nella stessa comunita con lui e con il Ven. P. Fortunato dell’Addolorata, che i nostri lettori gia conoscono. Certo e una grande grazia vivere accanto a due uomini di Dio.

P. Mariano del SS. Sacramento nacque a Trapani da Onofrio e Maria Castro, che al battesimo, avvenuto il 24-7-1720 nella parrocchia di S. Lorenzo, gli posero il nome di Antonino. Desideroso di servir Dio, nel 1736 si presento ai PP. Agostiniani Scalzi di Trapani per essere vestito dell’abito religioso, che avvenne il 20-6-1737 nel convento di S. Gregorio Papa di Palermo e professo il 20-6-1738. Fece gli studi di filosofia nel convento di S. Nicola di Palermo e quelli di teologia nel convento di Trapani.

Diceva che prima capiva con moltissima difficolta la lezione, ma che poi, colpito da una gravissima malattia che gli causo la perdita di molto sangue, e che una volta guarito gli si apri immediatamente l’intelletto da avere un gran desiderio di sapere. E cosi fece molto profitto nello studio al punto da superare tutti gli altri studenti.

Fu lettore di Filosofia nel convento di Trapani e Teologia nel convento di S. Nicola di Palermo negli anni 1754-1760. In questo periodo penso maggiormente ad unirsi a Dio e a condurre una vita nel nascontimento e nell’umilta. Pur avendo una profonda intelligenza, conosceva abbastanza la letteratura, la poesia, la musica, la teologia dogmatica morale e mistica, tuttavia questo talento lo nascondeva a tutti, per cui soleva dire: il mondo vuol burlare a me, ed io voglio burlare a lui oppure: O mondo, io a te non te ne voglio dare ne meno un tantino (P. Benigno, p. 180).

P. Mariano fu nemico dell’ozio senza mai perdere un minuto di tempo inutilmente e dormiva pochissimo. Quando era nella cella – P. Benigno ci descrive come trascorreva la giornata – era sempre trovato da tutti o a leggere o a scrivere. Dopo il coro, trascorreva tutta la mattinata al confessionale eccettuato il tempo della celebrazione della S. Messa. Dopo la recita di sesta e nona e il pranzo ritornava in cella per leggere e scrivere sino al vespro. Dopo il vespro usciva dal convento sino all’Ave Maria per andare a trovare gli ammalati. Passava poi al confessionale sino all’orazione serotina e cena per confessare e dirigere alcuni Rev. Sacerdoti e secolari. Dalla cena sino alle quattro di notte la passava nuovamente a confessare e dirigere alcuni suoi confratelli (P. Benigno, pp. 180-181).

Compose varie Messe cantate e faceva il maestro di coro cantando molto bene. Esercito con tutta esattezza gli uffici di lettore, fece diversi Quaresimali, tra cui 2 nello Stato Pontificio a Sabina. Fu Priore di Trapani nel 1775, 3° Definitore Provinciale, Maestro di Novizi, due volte Provinciale nel 1766 e nel 1778, Visitatore e Commissario Generale. Usava tutti gli accorgimenti per non esser servito da nessuno. Era riconoscente per tutto quello che aveva ricevuto dall’Ordine: Dio paghi la carita alla Religione, sono 60 e piu anni, che mi da pane, vino, oglio, vestimenti… Quanto si ha spesoper me. Quanto gli ho consumato?…Non ho avuto con che sodisfarla?..Non ha ella ricevuto da me, cosa veruna. La pagherd, quando sard in cielo, ivi prenderd licenza da Dio, la benedird (P. Benigno, p. 182).

Pur essendo un tipo molto socievole, per mortificarsi, diceva di esserlo molto poco e vantandosene diceva: Santa selvaggiaria.

Inoltre aveva il massimo rispetto del Superiore, che quando andava nella sua stanza egli subito si alzava.

P. Mariano ha praticato la poverta in grado eroico, facendola passare come risparmio: le tonache e la biancheria personale rattoppata sino all’impossibilita, scrivere minutamente le composizioni per non consumare la carta, raccogliere persino le molliche di pane sulla tavola.

La sua umilta poi era cosi profonda che in tutte le cariche che egli accettava, sempre fu

lontano dall’ambizione. Infatti nelle visite provincializie, arrivando a qualche albergo, vietava ai suoi confratelli di dire che egli era Provinciale.

Egli ebbe in sommo grado la carita verso il prossimo e verso Dio. Sotto l’aspetto del rude egli portava un amore grande ai suoi confratelli ed al prossimo trattandoli con dolcezza e affabilita. Per tenere allegro qualche confratello amareggiato sapeva fare lo spassoso. Da Superiore stava attento ai suoi religiosi, si preoccurava perche si concedessero il necessario riposo, li assisteva con la sua presenza e li compativa.

Ma non minore fu la carita spirituale verso il prossimo: era instancabile nella direzione dell’anime. Eppure lo nascondeva, dando l’impressione che gli si desse fastidio, dicendo: O Signore non posso stare un momento solo? Non devo mai vivere per me!. Tutte le altre virtu P. Mariano poteva nasconderle, ma l’amore verso Dio e verso il prossimo, specialmente gli ultimi due anni della sua vita, non pote nasconderlo al punto che si diceva: Padre Mariano si scordd essere P. Mariano.

Egli scrisse: Esercizi spirituali, 1790, Sermoni claustrali con l’aggiunta di brevi notizie dei santi e beati agostiniani e il regolamento delle monache del reclusorio di Gesu, Maria e Giu pe, Particolari notizie della vita virtuosa e felice morte del Servo di Dio P. Fortunato della Vergine Addolorata, 1795, data alla stampe durante il priorato di P. Angelo di S. Caterina. Inoltre scrisse: Manifestazioni della vita virtuosa e segreta della Serva di Dio Suor Maria Maddalena di Gesu Sacramentato al secolo Caterina Fontana Lopez, pinzoca delli PP. Agostiniani Scalzi.

Nutri una tenera devozione verso Maria SS., il P. S. Agostino ed gli altri Santi dell’Ordine. Mori nel convento di Trapani il 18 Gennaio 1799 alle ore 21 all’eta di 79 anni. Tutti coloro che l’hanno conosciuto hanno detto che fu un padre amorevole e che e stato un santo non conosciuto.

Il suo cadavere resto per tre giorni insepolto. Ai funerali vennero tenute due orazioni funebri: la prima dal M.R. P. Mastro Todaro, Carmelitano, e la seconda, prima di essere seppellito, dal Rev.mo Can. D. Antonino D’Angelo. Il Signore ha dimostrato la santita di P. Mariano concedendo molte grazie. I devoti hanno voluto conservare qualche pezzetto del suo abito per reliquia. Venne sepolto in un luogo a parte della cripta e l’Ordine gli fece fare il ritratto, che si conserva nella sagrestia.

Di P. Mariano ha scritto il confratello P. Fortunato Mondello, P. Mariano Castro, Palermo,

1897.