Fra Domenico di S. Maria Dell’Itria II

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Di Fra Domenico di S. Maria dell’Itria avremmo saputo poco o niente se non fosse stato compagno del martire Fra Alipio, che si fece prima mussulmano e poi col martirio torno alla fede cattolica. Infatti vasta bibliografia di Fra Alipio si fa accenno al nostro fratello laico.

Invece parla soltanto di Fra Domenico il confratello P. Benigno Catalano, nel manoscritto Trapani Profana e Sacra, quando tratta della santita di trapanesi e dei 24 Religiosi, distintisi in santita, ben 5 sono Agostiniani Scalzi. Essi sono: Fra Domenico da S. Maria dell’Itria, Fra Santo da S. Domenico, Fra Mario da S. Lorenzo (che i nostri lettori gia conoscono), P. Mariano del SS. Sacramento e Fra Alberto della SS. Trinita.

La santita dei religiosi e la migliore promozione vocazionale: come lo e stato per il Venerabile P. Elia di Gesu e Maria, che da sacerdote diocesano si e fatto religioso vedendo il modo composto con cui i nostri novizi andavano nella processione del SS. Sacramento e come lo e stato anche per il Ven. P. Fortunato dell’Addolorata, che entrd nell’Ordine dove si e santificato Fra Santo Ma vediamo piu da vicino questo confratello laico, di cui – come gia detto- abbiamo poche notizie come spessissimo accade per i confratelli non sacerdoti.

Fra Domenico di S. Maria dell’Itria nacque a Trapani da Cristoforo e Giuseppa Ruisi, che al battesimo gli diedero il nome di Mario Francesco.

Facendo il mestiere di marinaio, vide la sua vita tante volte in pericolo a causa delle tempeste di mare e sarebbe morto senza poter ricevere i sacramenti. Decise di farsi religioso vestendo il nostro abito nel convento di S. Gregorio Papa di Palermo l’11-4-1630 ed emessione la professione dei voti di poverta, castita, obbedienza e umilta il 12-4-1631. Fu assegnato dai superiori nel convento di Trapani, dove viveva una vita religiosa e santa.

Nel 1643 il Vicario Generale P. Giuseppe della Madre di Dio, messinese, l’ assegno per compagno al Suddiacono Fra Alipio di S. Giuseppe nel viaggio a Napoli. Vicino all’isola di Ustica (PA) la mattina di mercoledi 1 luglio 1643 furono fatti prigionieri dai Turchi e portati: Fra Alipio a Tripoli (Libia) e Fra Domenico a Tunisi (Tunisia).

Qui, a differenza di Fra Alipio, che si fece mussulmano e che poi ritorno al Cristianesimo andando incontro al martirio, Fra Domenico diede buon esempio agli altri cristiani da essere l’ammirazione di tutti. Posto alla catena, – narra P. Gianbartolomeo da S. Claudia – con trattamenti crudeli, fu condotto alla Citta di Tunisi, e ivi si mantenne fedele confessore della professata di Cristo, ed esercitato nelle virtu, convenevoli al suo stato religioso con edificazione grande degl’ altri schiavi cristiani, che ivi erano. (Lustri Storiali de Scalzi Agostiniani, Milano, 1700, f. 365).

Sapendo che a 40 miglia c’era un suo paesano che stava per abbandonare la fede, di nascosto ando a trovarlo e lo fece recedere. L’anno 1644 scoppio a Tunisi la peste. Volontariamente espose la sua vita nel soccorrere gli appestati Questo caritatevole fratello – continua P. Gianbartolomeo – volontariamente si espose al servizio de miseri cristiani contaggiati; e con martirio di carita, vi spese la sua vita mortale, con eroico merito dell’eterna e beata; ma non si sa in quale giorno (Lustri Storiali, f. 365). Mori a Tunisi martire della carita nel 1644. La sua morte – aggiunge P. Gianbartolomeo da S. Claudia – fu di stimolo al suo compagno Fra Alipio a Tripoli alla sofferenza di morte crudele, per la Santa fede Cattolica (Lustri Storiali, f. 365). Dopo la morte gli si attribuirono molti miracoli.

Di Fra Domenico ha scritto anche P. Francesco Maggio, teatino, nella vita del Ven. Alipio, in cui ha affermato che era stato sempre gran servo di Dio; basta dire, che con molta edificazione di tutti, mori martire di obbedienza, e di carita, avendo esposto volontariamente la sua vita in servizio degli appestati cristiani. (Vita e morte del Ven. Fra Alipio di S. Giuseppe, Ignazio de Lazzari, Roma, 1657, cap. 5).

Ringraziamo il Signore che ci da questi modelli di santita, fonte di tante e sante vocazioni sacerdotali e religiose.