Fra Alberto della SS. Trinità

Sharing is caring!

Fra Alberto ebbe la fortuna di trovarsi in una Comunita dotta e santa in cui dal 1772-1778 e poi 1784-1786 vi erano il Ven. P. Fortunato dell’Addolorata, P. Mariano del SS. Sacramento e P. Benigno Catalano, il quale ci parla nel manoscritto gia citato di questo fratello questuante.

Fra Alberto della SS. Trinita nacque a Trapani da Vincenzo e Maria D’Alessandro nel 1733 e fu battezzato nella parrocchia di S. Pietro col nome di Giuseppe. Da secolare prese l’arte del calzolaio come Fra Santo ne espertissimo e si diede tutto a Dio attendendo alla perfezione e alla santita sotto la guida e la direzione del celebre Arciprete di S. Pietro D. Baldassare Regio, uomo dotto e santo.

Nel 1759 a 24 anni ebbe modo di incontrare il Venerabile P. Fortunato Calabrese dell’Addolorata, che gli parld cost fervorosamente della bonta di Dio e dell’amore che ci porta che egli vide partirsi dal Cielo una colonna di fuoco fino a terra, che circondd e chiuse dentro al Padre Fortunato, il quale dentro quel fuoco comparve lucido e risplendente (P. Angelo da S. Caterina, Principali notizie della vita virtuosa di Padre Fortunato dell’Addolorata, Trapani, 1795 p. 190).

Da allora lo scelse come suo direttore spirituale e con la sua direzione e consiglio entro nell’Ordine degli Agostiniani Scalzi.

L’anno 1760 fu aperto noviziato nel convento di Gesu, Maria e Giuseppe di Trapani e questo giovane Mastro Giuseppe fu accettato come fratello laico il 25 maggio dai PP. Capitolari. Il 30 dello stesso mese con altri tre, tra i quali uno era P. Benigno Catalano di S. Caterina, vesti l’abito religioso. Nell’atto d’imporgli il nome di Fra Alberto della SS.ma Trinita, io mi accorsi, – afferma P. Benigno – che egli fece un estatico trasporto, quasi volesse, volarsene al suo Dio (P. Benigno, p. 187).

Egli era innamorato di Dio, e specialmente di Gesu Sacramentato. Soleva spesso dire: Se I’amor di Dio, e dolce assai, e perche dunque noi non I’amiamo?

P. Benigno racconta un episodio riguardante l’amore verso l’Eucaristia di Fra Alberto: Passando una mattina il Viatico dalla strada, ed il Maestro dei Novizi P. Mariano del SS.mo Sagramento, avendo fatto schierare tutti li novizi avanti una finestra del noviziato, comincio ad encomiare l’amor grande del nostro Dio, che va in giro, per darsi in cibo agl’infermi, egli il Fra Alberto, non potendo piu contenere l’impeto del suo grande amore, comincio a gridare, e far cose da pazzo, e precettato dal Maestro a desistere si butto colla faccia per terra (P. Benigno, p. 187). Il demonio non era contento della vita ritirata che egli conduceva nel bene. Una notte prese la sembianza di sua madre che sotto la sua finestra gridava e piangeva dicendo che l’aveva abbandonata. Poi si seppe che sua madre non si era mai partita dalla sua casa.

Durante tutto l’anno di noviziato digiunava con pane ed acqua due volte la settimana e due volte la settimana si disciplinava a sangue. Fece il noviziato a 26 anni, mentre gli altri ne aveva 15 e qualcuno che lo portavano in giro. Fra Alberto compativa le loro mancanze e godeva nel vedersi maggiormente deriso.

Terminato il noviziato, come Fra Santo, i Superiori gli affidarono il compito di fare la questua. Con piacere accetto un tale incarico pensando che questuava per sostenere gli Apostoli. Riusci un gran questuante e veniva chiamato il Territorio. Otteneva l’elemosina dai benefattori che non avevano intenzione di dargliela. Con elemosina raccolta, oltre a procurare il vitto e il vestiario per 30 religiosi, abbelli la chiesa dell’Itria di Trapani di stucchi, l’altare maggiore di un magnifico altare di marmo con sua Cona, lavorati a Napoli, paramenti sacri, la maestosa sedia per la Messa cantata. Oltre Trapani citta per la questua andava nella Provincia Erice, Marsala, Ma zara, Castelvetrano, Partanna.

Era amato da tutti e benvoluto da vescovi, arcipreti, nobili e ricchi benefattori. Aveva una grande intelligenza delle cose divine e il dono della scrutazione dei cuori. L’Arciprete di Partanna le paceva dirigere le anime.

Fra Alberto fu obbedientissimo, poverissimo con se stesso, ma liberale con Dio e con i poveri, casto, umile, devoto e mansueto. P. Benigno che era Priore di Trapani, nel 1804 lo mando a Ma zara per la questua dell’aglio. Mentre tornava a Marsala, venne colpito dalla febbre di malaria.

A Marsala per altro motivo vi si reco anche P. Benigno, al quale Fra Alberto disse Padre Priore, io son morto. Gli diede il Viatico e mentre prima era in coma ci dice P. Benigno spalancd un par d’occhi, e tutti ripiglid i suoi sensi, sfogando in atti fervorosi verso quel Dio Sacramentato di cui era vissuto tanto immamorato in tutto il tempo della sua vita. Gli diede anche l’estrema unzione- continua P. Benigno – ed alli 17 di Gennaro dopo la mezza notte rese placidamente il suo spirito a Dio.

Mori a Marsala in concetto di santita all’eta di 68, 43 di vita religiosa il 18 gennaio 1804. Come segno di gratitudine P. Benigno gli fece fare il ritratto, che poi fu portato a Trapani e messo nell’antisacrestia insieme agli altri ritratti.