La Rete n. 24

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La Rete OAD Italia

(n. 24 – settembre 2017)

Raccogliere e disperdere

Forse sarebbe stato più opportuno proporre la riflessione che segue all’inizio delle ferie perché – si dice, ma sarà poi vero?- lo stacco da quanto ci affanna ed affatica quotidianamente consente di volare più in alto.

Il termine raccogliere significa radunare, mettere insieme, riordinare, ricompattare e – conseguentemente – operare una scelta; discernere e in definitiva conservare od eliminare.

Al contrario chi disperde rischia di non conoscere o sottovalutare il valore delle cose.

Se applichiamo questi procedimenti non solo alle cose o agli aventi ma alla nostra persona ci esprimiamo parlando di “raccoglimento e dispersione”.

Raccogliersi è ricercare in se stessi la chiave che ci rende capaci, con verità e con successo, di introdurci alla interpretazione ed alla soluzione di quanto accade in noi e attorno a noi.

Disperdersi è ignorare, sottovalutare, fuggire. In definitiva è perdere la propria identità per identificarsi e confondersi con quanto si vive al momento o in superficie.

Vale dunque la pena “perdere tempo e spendere fatica” – tanto si richiede – per raccogliersi, per ritrovarsi, per riscoprirsi non semplici comparse ma attori responsabili della propria vita.

Il primo frutto del raccoglimento, che però si coglie non allungando semplicemente la mano ma coinvolgendo ogni attività interiore, è la calma, la serenità.

Il raccoglimento non solo ci fornisce, come fa lo specchio, la nostra immagine esteriore ma è una vera TAC che porta alla luce chi e come veramente siamo.

Non sempre si è soddisfatti della immagine che ci restituisce lo specchio o dei referti ottenuti con successivi esami, ma fortunatamente il raccogliersi e il rientrare in sé stessi rivela, sempre più chiaramente, la presenza o meglio la vicinanza di Dio. Presenza e vicinanza spesso in filigrana ma per questo non meno reale. E con si fatta presenza e vicinanza è possibile la costruzione e la ricostruzione.

Raccogliersi dunque – anche se comporta impegno e costanza – non porta alla solitudine, che insidia e spaventa tanti, ma conduce all’incontro. All’incontro con sé, all’incontro con Dio.

Il cammino spirituale di S. Agostino indica la seguente segnaletica: “l’uomo non si disperda sino a confondersi e a disintegrarsi nelle cose esteriori; rientri piuttosto in se stesso dove troverà la verità, e con la verità troverà Dio”.

Le riflessioni di cui sopra hanno preso spunto dall’incontro con il libro: “Introduzione alla preghiera” di Romano Guardini.

Notizie

– Nei giorni di ferragosto sono giunti a Roma da Bafut (Camerun) sei religiosi che da poco sono entrati pienamente, con la professione temporanea, tra gli Agostiniani Scalzi della Provincia d’Italia. Auguriamo che il soggiorno di studio e di formazione giovi loro e a tutte le comunità sia religiose che ecclesiali.

– L’11 agosto è morto in Brasile, dove lavorava ormai da decenni, il confratello Luigi Vincenzo Bernetti, nativo di Torchiaro (Fermo). Ha sempre servito ed edificato con semplicità e benevolenza. Dopo alcuni anni come vescovo di Apucarana (Brasile) si era ritirato, a causa di progressiva infermità, nella comunità di Bom Jardim che lo ha seguito con una fraterna e competente assistenza.

– L’11 agosto il Consiglio provinciale ha trasferito a Spoleto P. Gregorio Cibwabwa; P. Giovanni Malizia a Fermo; P. Leandro Nandi della Provincia del Brasile è stato assegnato a Genova (S.Nicola-Madonnetta) e P. Joel Manuel della Provincia delle Filippine a Bafut (Camerun).

– Il 4 settembre, giorno in cui le Famiglie Agostiniane celebrano la solennità della Madonna di Consolazione o della Cintura, i confratelli di Genova e di Collegno (TO) si sono ritrovati alla Madonnetta per una rilettura in comune del documento programmatico emanato dal Capitolo generale recentemente concluso.

– Sempre vivo tra i fedeli, specie nel mondo, giovanile il ricordo di P. Modesto recentemente e prematuramente scomparso. Le frequentate messe celebrate per lui sono state occasione riprendere con maggiore insistenza e chiarezza il discorso sulla promozione di nuove vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale. Ci si augura che l’iniziativa abbia accoglienza e continuità nei vari gruppi e motivi fedeli e confratelli di buona volontà suggerendo efficaci iniziative.

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“Un abituale ma discreto frequentatore di una comunità conventuale aveva notato che tra le mura del convento la fraternità fra i religiosi, pur non venendo trascurata, non era tuttavia testimoniata con trasparenza, spontaneità e serenità. Un giorno osò di dire: quando nelle nostre famiglie ci troviamo in difficoltà – di ogni genere e sempre presenti – con i figli voi ci ricordate che essi, nonostante tutto, sono sempre dono di Dio…. Come i confratelli!!”.

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per comunicare con “LA RETE” e riceverla via mail scrivere a : agostinianosequereme@gmail.com

(a cura di Fra Angelo Grande)

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September 6, 2017